La violenza domestica non va mai sottovalutata: anche un singolo schiaffo è un gesto grave che mette a rischio la dignità e la sicurezza della persona. La legge italiana offre strumenti concreti per proteggere chi subisce abusi, non solo in sede penale ma anche in sede civile. Attraverso ordini di protezione, la separazione con addebito e la possibilità di chiedere un risarcimento, una donna può interrompere la convivenza forzata, tutelare i propri diritti e garantire un ambiente sicuro per sé e per i figli.

1. Ordini di protezione

Il tribunale può intervenire rapidamente con misure urgenti.

Questi prevedono:

  • Allontanamento immediato del marito dalla casa familiare.
  • Divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie (abitazione, lavoro, familiari).
  • Divieto di contatto tramite telefono, messaggi o social.

Questi provvedimenti si ottengono con un ricorso diretto al tribunale civile e hanno efficacia immediata.

Si può eventualmente lasciare la casa coniugale, senza temere denunce di abbandono.

2. Separazione con addebito

Anche un singolo episodio di violenza è una grave violazione dei doveri coniugali.

La moglie può chiedere la separazione con addebito al marito.

Effetti principali:

  • Il marito perde il diritto al mantenimento.
  • Può essere escluso dall’assegnazione della casa coniugale.
  • La violenza incide sulle decisioni patrimoniali e sui rapporti economici futuri.

3. Risarcimento del danno

La vittima può chiedere un risarcimento economico per il danno morale e fisico subito.

L’azione può essere proposta:

  • In modo autonomo
  • All’interno del procedimento di separazione o divorzio

4. Tutela dei figli

Se ci sono figli minori, la violenza ha conseguenze anche sull’affidamento.

Il tribunale può:

  • Limitare o revocare la responsabilità genitoriale del marito.
  • Disporre incontri protetti o sospendere il diritto di visita.

Come è meglio procedere?

  • Presentare ricorso urgente per ordini di protezione.
  • Avviare la separazione giudiziale con addebito.
  • Richiedere il risarcimento dei danni.
  • Domandare provvedimenti specifici per la tutela dei figli, se presenti.

Lia Guercino per studio Legale Barretta