Un errore sanitario può cambiare la vita di una persona. La legge italiana tutela i pazienti e offre strumenti per ottenere giustizia e risarcimento.

Quando si parla di “malpractice”

Si parla di malpractice sanitaria quando un medico o una struttura ospedaliera causa un danno per negligenza, imprudenza o imperizia. In questi casi, il paziente ha diritto a chiedere un risarcimento.

Chi risponde del danno

  • Il medico, se ha agito con colpa professionale.
  • La struttura sanitaria, responsabile verso il paziente.
  • Le assicurazioni, obbligatorie per legge, che coprono i rischi sanitari.

Esempi concreti

  • Errore diagnostico

Un paziente con sintomi chiari di infarto viene dimesso senza esami adeguati. Il ritardo nella diagnosi provoca danni permanenti.
In questo caso, si può chiedere risarcimento per danno biologico e patrimoniale (spese mediche, perdita di reddito).

  • Intervento chirurgico errato

Durante un’operazione, il chirurgo danneggia un nervo per imperizia, causando invalidità parziale.
Il paziente può ottenere risarcimento per danno biologico e morale.

  • Somministrazione di farmaco sbagliato

In ospedale viene somministrato un farmaco non indicato, con gravi effetti collaterali.
È possibile chiedere un risarcimento sia alla struttura sanitaria sia al medico.

  • Mancata informazione al paziente

Prima di un intervento non viene spiegato correttamente il rischio di complicazioni.
La mancanza di consenso informato è di per sé fonte di responsabilità e risarcimento.

quanto tempo si ha a disposizione per chiedere il risarcimento?

10 anni 
Se si agisce contro la struttura sanitaria (ospedale, clinica)

5 anni 
Se si agisce contro il medico dipendente dell’ospedale

10 anni 
Se il medico è un libero professionista scelto direttamente dal paziente 

 Quando parte il conteggio?

Il tempo non parte dal giorno dell’errore, ma da quando il danno si manifesta e diventa riconoscibile.
Questo è fondamentale nei casi in cui esso  emerga dopo mesi o anni.

Tipi di risarcimento

  • Danno biologico: compromissione della salute fisica o psichica.
  • Danno morale: sofferenza e disagio psicologico.
  • Danno patrimoniale: spese mediche, perdita di reddito, necessità di assistenza.

Cosa fare, passo dopo passo

  • Raccogliere la documentazione: cartelle cliniche, referti, prescrizioni.
  • Chiedere una perizia medico-legale: un esperto valuta se c’è stato errore e nesso causale.
  • Avviare una consulenza tecnica preventiva (ATP): serve a verificare la fondatezza della richiesta.
  • Tentare la mediazione: un passaggio obbligatorio per cercare un accordo.
  • Agire in giudizio: se non si trova un’intesa, si può avviare una causa civile.

Affidarsi a un avvocato esperto è fondamentale per trasformare il disagio subito a causa dell’errore in tutela concreta.

Lia Guercino per studio Legale Barretta