Tra le questioni che più frequentemente generano conflitti tra genitori separati o divorziati vi è quella delle spese straordinarie per i figli. Cure mediche, apparecchi ortodontici, attività sportive, gite scolastiche e corsi di formazione rappresentano costi importanti che spesso sollevano dubbi sulla loro ripartizione. Uno dei quesiti più ricorrenti riguarda proprio chi sia tenuto a sostenere queste spese e quando sia necessario il consenso dell’altro genitore.

Cosa si intende per “spese straordinarie” ?

Le spese straordinarie sono quelle che non rientrano nell’assegno di mantenimento ordinario e che si rendono necessarie per esigenze particolari del figlio.

Tra le più comuni rientrano:

  • apparecchi ortodontici e cure dentistiche;
  • visite mediche specialistiche;
  • acquisto di occhiali da vista;
  • gite scolastiche e viaggi d’istruzione;
  • attività sportive e agonistiche;
  • corsi di lingua, musica o altre attività formative;
  • spese universitarie.

Si tratta di costi che, per natura o importo, esulano dalle normali spese quotidiane già coperte dal mantenimento.

È sempre necessario l’accordo tra i genitori?

La risposta dipende dal tipo di spesa. Alcune spese, soprattutto quelle sanitarie necessarie e documentate, possono essere sostenute anche senza una preventiva autorizzazione da parte dell’altro genitore, poiché rispondono a esigenze essenziali del minore. Diverso è il caso delle attività extrascolastiche, sportive o formative particolarmente onerose, per le quali è generalmente opportuno che la decisione venga condivisa da entrambi i genitori. Proprio la mancata comunicazione preventiva rappresenta una delle principali cause di controversia nelle famiglie separate.

Spese che non richiedono il consenso preventivo dell’altro genitore:

1-Spese mediche

Non occorre un accordo preventivo per:

  • visite specialistiche prescritte dal pediatra o dal medico curante;
  • prestazioni e cure erogate dal Servizio Sanitario Nazionale;
  • ticket sanitari;
  • occhiali e lenti correttive prescritti da uno specialista;
  • farmaci prescritti dal medico.

2- Spese scolastiche

  • Non serve il consenso preventivo per:
  • tasse scolastiche e universitarie di istituti pubblici;
  • libri di testo;
  • materiale scolastico richiesto dalla scuola;
  • computer o tablet necessari per il percorso di studi;
  • assicurazione scolastica e contributi richiesti dall’istituto;
  • gite giornaliere senza pernottamento;
  • abbonamenti o biglietti per i mezzi pubblici utilizzati per raggiungere la scuola.

3- Spese extrascolastiche

Rientrano tra quelle da non concordare preventivamente:

  • servizi di pre-scuola, post-scuola o tempo prolungato;
  • centri estivi e attività organizzate da scuole o enti pubblici.

Spese che richiedono il consenso preventivo

1- Spese mediche

Devono essere concordate in anticipo:

  • cure dentistiche, ortodontiche o oculistiche presso strutture private;
  • trattamenti fisioterapici e cure termali;
  • prestazioni sanitarie effettuate privatamente;
  • farmaci omeopatici.

2- Spese scolastiche

È necessario accordarsi prima per:

  • iscrizione a scuole o università private;
  • viaggi di istruzione con pernottamento;
  • ripetizioni e corsi di recupero;
  • master, corsi di specializzazione e percorsi post-universitari;
  • alloggio nella città universitaria.

3- Spese extrascolastiche

Richiedono l’accordo di entrambi i genitori:

  • corsi di lingua;
  • corsi di musica;
  • attività sportive, comprese attrezzature, iscrizioni e gare;
  • attività artistiche e ricreative;
  • baby sitter;
  • viaggi studio, stage sportivi e vacanze senza i genitori;
  • conseguimento della patente di guida;
  • acquisto e gestione di un mezzo di trasporto destinato ai figli.

Come funziona la richiesta di autorizzazione

Quando una spesa richiede il consenso preventivo, il genitore che la propone deve comunicarla all’altro per iscritto. Chi riceve la richiesta ha 10 giorni di tempo per manifestare un eventuale dissenso motivato. Se non arriva alcuna risposta entro quel termine, il consenso si considera accordato.

Come vengono ripartite le spese straordinarie?

Salvo diversa previsione contenuta negli accordi di separazione o nel provvedimento del giudice, le spese straordinarie vengono normalmente suddivise tra i genitori secondo le percentuali stabilite. Il genitore che sostiene la spesa deve conservare tutta la documentazione necessaria, comprese fatture, ricevute e attestazioni di pagamento, per poter richiedere il rimborso della quota spettante all’altro genitore.

Cosa accade se un genitore non rimborsa la propria quota?

Quando una spesa è dovuta e correttamente documentata, il mancato pagamento può dar luogo a una richiesta formale di rimborso. In queste situazioni è fondamentale conservare prove delle spese sostenute e delle comunicazioni intercorse tra le parti. Una gestione corretta della documentazione può evitare l’insorgere di contenziosi più complessi e favorire una soluzione più rapida della controversia.

Perché è importante conoscere la distinzione tra mantenimento e spese straordinarie

Molti genitori ritengono che tutte le necessità del figlio siano comprese nell’assegno di mantenimento. In realtà, la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie è fondamentale per comprendere quali costi debbano essere condivisi e secondo quali modalità. Una corretta informazione consente di prevenire conflitti, tutelare i propri diritti e, soprattutto, garantire che le decisioni vengano assunte nel migliore interesse dei figli.

Apparecchio, sport e gite scolastiche: chi paga le spese dei figli dopo separazione e divorzio?

Tra le questioni che più frequentemente generano conflitti tra genitori separati o divorziati vi è quella delle spese straordinarie per i figli. Cure mediche, apparecchi ortodontici, attività sportive, gite scolastiche e corsi di formazione rappresentano costi importanti che spesso sollevano dubbi sulla loro ripartizione. Uno dei quesiti più ricorrenti riguarda proprio chi sia tenuto a sostenere queste spese e quando sia necessario il consenso dell’altro genitore.

Cosa si intende per “spese straordinarie” ?

Le spese straordinarie sono quelle che non rientrano nell’assegno di mantenimento ordinario e che si rendono necessarie per esigenze particolari del figlio.

Tra le più comuni rientrano:

  • apparecchi ortodontici e cure dentistiche;
  • visite mediche specialistiche;
  • acquisto di occhiali da vista;
  • gite scolastiche e viaggi d’istruzione;
  • attività sportive e agonistiche;
  • corsi di lingua, musica o altre attività formative;
  • spese universitarie.

Si tratta di costi che, per natura o importo, esulano dalle normali spese quotidiane già coperte dal mantenimento.

È sempre necessario l’accordo tra i genitori?

La risposta dipende dal tipo di spesa.  Alcune spese, soprattutto quelle sanitarie necessarie e documentate, possono essere sostenute anche senza una preventiva autorizzazione da parte dell’altro genitore, poiché rispondono a esigenze essenziali del minore. Diverso è il caso delle attività extrascolastiche, sportive o formative particolarmente onerose, per le quali è generalmente opportuno che la decisione venga condivisa da entrambi i genitori. Proprio la mancata comunicazione preventiva rappresenta una delle principali cause di controversia nelle famiglie separate.

Spese che non richiedono il consenso preventivo dell’altro genitore:

1-Spese mediche

Non occorre un accordo preventivo per:

  • visite specialistiche prescritte dal pediatra o dal medico curante;
  • prestazioni e cure erogate dal Servizio Sanitario Nazionale;
  • ticket sanitari;
  • occhiali e lenti correttive prescritti da uno specialista;
  • farmaci prescritti dal medico.

2- Spese scolastiche

Non serve il consenso preventivo per:

  • tasse scolastiche e universitarie di istituti pubblici;
  • libri di testo;
  • materiale scolastico richiesto dalla scuola;
  • computer o tablet necessari per il percorso di studi;
  • assicurazione scolastica e contributi richiesti dall’istituto;
  • gite giornaliere senza pernottamento;
  • abbonamenti o biglietti per i mezzi pubblici utilizzati per raggiungere la scuola.

3- Spese extrascolastiche

Rientrano tra quelle da non concordare preventivamente:

  • servizi di pre-scuola, post-scuola o tempo prolungato;
  • centri estivi e attività organizzate da scuole o enti pubblici.

Spese che richiedono il consenso preventivo

1- Spese mediche

Devono essere concordate in anticipo:

  • cure dentistiche, ortodontiche o oculistiche presso strutture private;
  • trattamenti fisioterapici e cure termali;
  • prestazioni sanitarie effettuate privatamente;
  • farmaci omeopatici.

2- Spese scolastiche

È necessario accordarsi prima per:

  • iscrizione a scuole o università private;
  • viaggi di istruzione con pernottamento;
  • ripetizioni e corsi di recupero;
  • master, corsi di specializzazione e percorsi post-universitari;
  • alloggio nella città universitaria.

3- Spese extrascolastiche

Richiedono l’accordo di entrambi i genitori:

  • corsi di lingua;
  • corsi di musica;
  • attività sportive, comprese attrezzature, iscrizioni e gare;
  • attività artistiche e ricreative;
  • baby sitter;
  • viaggi studio, stage sportivi e vacanze senza i genitori;
  • conseguimento della patente di guida;
  • acquisto e gestione di un mezzo di trasporto destinato ai figli.

Come funziona la richiesta di autorizzazione

Quando una spesa richiede il consenso preventivo, il genitore che la propone deve comunicarla all’altro per iscritto. Chi riceve la richiesta ha 10 giorni di tempo per manifestare un eventuale dissenso motivato. Se non arriva alcuna risposta entro quel termine, il consenso si considera accordato.

Come vengono ripartite le spese straordinarie?

Salvo diversa previsione contenuta negli accordi di separazione o nel provvedimento del giudice, le spese straordinarie vengono normalmente suddivise tra i genitori secondo le percentuali stabilite. Il genitore che sostiene la spesa deve conservare tutta la documentazione necessaria, comprese fatture, ricevute e attestazioni di pagamento, per poter richiedere il rimborso della quota spettante all’altro genitore.

Cosa accade se un genitore non rimborsa la propria quota?

Quando una spesa è dovuta e correttamente documentata, il mancato pagamento può dar luogo a una richiesta formale di rimborso. In queste situazioni è fondamentale conservare prove delle spese sostenute e delle comunicazioni intercorse tra le parti. Una gestione corretta della documentazione può evitare l’insorgere di contenziosi più complessi e favorire una soluzione più rapida della controversia.

Perché è importante conoscere la distinzione tra mantenimento e spese straordinarie

Molti genitori ritengono che tutte le necessità del figlio siano comprese nell’assegno di mantenimento. In realtà, la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie è fondamentale per comprendere quali costi debbano essere condivisi e secondo quali modalità. Una corretta informazione consente di prevenire conflitti, tutelare i propri diritti e, soprattutto, garantire che le decisioni vengano assunte nel migliore interesse dei figli.

Lia Guercino per Studio Legale Barretta