
Le criptovalute sono diventate comuni: molte persone le acquistano, le usano per pagare o le ricevono come investimento. Per questo il diritto europeo e italiano ha iniziato a trattarle come beni veri e propri, anche se esistono solo in forma digitale.
Cosa sono le criptovalute
Le norme europee le definiscono come digital representations of value (rappresentazioni digitali di valore).
Significa che, pur non essendo oggetti fisici, hanno un valore economico riconosciuto.
Il Regolamento europeo MiCA le divide in tre gruppi:
- asset-referenced tokens (token garantiti da attività reali, come valute o materie prime)
- e‑money tokens (token che funzionano in modo simile alla moneta elettronica)
- other crypto‑assets (tutti gli altri tipi di cripto‑asset)
In Italia, la normativa antiriciclaggio obbliga gli exchange (piattaforme dove si comprano e vendono criptovalute) a identificare gli utenti e tracciare le operazioni.
L’Agenzia delle Entrate le considera come foreign currencies (valute estere) ai fini fiscali.
A cosa servono le criptovalute nella vita reale
Le criptovalute oggi svolgono tre funzioni molto concrete:
- Pagamenti: alcuni negozi e servizi accettano pagamenti in crypto.
- Investimenti: possono aumentare di valore e generare guadagni.
- Riserva di valore: possono essere registrate nel bilancio di un’impresa come attività immateriali.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato che scambiare Bitcoin con euro è una vera operazione economica.
Perché il diritto le considera “beni”
La legge italiana e diverse sentenze, sia italiane che straniere, affermano che le criptovalute sono beni immateriali.
Questo significa che possono essere:
- lasciate in eredità
- sequestrate o pignorate
- valutate economicamente
- inserite nel patrimonio di un’impresa o di un ente
Esempi utili:
- Il Tribunale di Firenze ha stabilito che i wallet (portafogli digitali) fanno parte dell’eredità.
- Il Tribunale di Roma ha autorizzato il sequestro e il pignoramento di un custodial wallet (portafoglio gestito da un intermediario).
- Alcuni tribunali esteri considerano le criptovalute come property (beni tutelabili).
Le conseguenze pratiche per chi possiede criptovalute
Successione
Le criptovalute entrano nell’eredità. È fondamentale organizzare anche la gestione delle private keys (chiavi private), senza le quali nessuno può accedere ai fondi.
Tassazione
Se si ottiene un guadagno dalla vendita, la plusvalenza è tassata al 26% oltre la soglia prevista dal TUIR.
Garanzie e pignoramenti
Un custodial wallet può essere pignorato. La normativa europea permette anche di usare i crypto‑asset come garanzia.
Bilancio e contabilità
Secondo i principi contabili italiani, le criptovalute possono essere registrate come immobilizzazioni immateriali o attività finanziarie.
Gli enti del Terzo settore possono inserirle nel patrimonio destinato se sono valutabili e contabilizzabili.
Perché tutto questo è importante
Le criptovalute non sono più un fenomeno marginale. Sono diventate una parte stabile del patrimonio di molte persone, imprese ed enti.
Lia Guercino per studio legale Barretta

