
La diffusione non consensuale di immagini o video intimi è una delle forme più invasive di violenza digitale. In Italia è riconosciuta come reato dall’art. 612‑ter c.p., introdotto con il Codice Rosso, e prevede pene fino a sei anni di reclusione, con aggravanti quando l’autore è un partner, un ex o quando la diffusione avviene tramite strumenti informatici.
Si tratta di una violazione che colpisce la dignità, la privacy e la sicurezza psicologica della vittima, con ripercussioni che possono estendersi alla vita personale, lavorativa e relazionale.
Cosa deve fare subito una persona che scopre la diffusione
Quando emerge la presenza online di contenuti intimi condivisi senza consenso, la tempestività è fondamentale. Un intervento rapido può limitare la circolazione del materiale e rafforzare la tutela legale.
1. Conservare tutte le prove
La vittima deve:
- – salvare screenshot completi con data e ora
- – annotare URL, profili coinvolti e messaggi ricevuti
- – conservare eventuali copie dei file così come appaiono online
Questi elementi saranno essenziali sia per la denuncia sia per eventuali azioni civili.
2. Richiedere la rimozione alle piattaforme
Ogni piattaforma digitale dispone di procedure specifiche per la segnalazione di contenuti sessualmente espliciti diffusi senza consenso.
La vittima deve inviare la segnalazione, conservare la ricevuta e monitorare la rimozione.
3. Presentare denuncia
La denuncia può essere presentata alla Polizia Postale o direttamente alla Procura della Repubblica.
Il reato è procedibile a querela di parte, con un termine di sei mesi dalla scoperta del fatto.
4. Attivare la tutela privacy
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali può intervenire in via d’urgenza per bloccare o rimuovere contenuti lesivi.
È uno strumento rapido ed efficace, soprattutto quando il materiale circola su più piattaforme.
Sul sito https://servizi.gpdp.it/revengeporn/ è possibile compilare l’apposito form.
Quando e’ il partner a diffondere contenuti intimi: una violenza nella violenza
La diffusione di immagini o video intimi da parte del partner (o ex partner) rappresenta una delle forme più gravi di abuso digitale. È una violazione profonda della fiducia, spesso inserita in dinamiche di controllo, ricatto emotivo o violenza domestica.
Se il partner è protagonista dei contenuti o addirittura autore delle riprese, la situazione può diventare ancora più complessa. La vittima può sentirsi paralizzata dal timore di non essere creduta, dalla vergogna o dalla paura di ritorsioni.
La legge italiana, però, è chiara: la responsabilità penale ricade su chi diffonde, indipendentemente dal fatto che compaia o meno nel materiale.
Perché è particolarmente grave quando a diffondere è il partner
- – Il rapporto di fiducia viene tradito.
- – La diffusione può diventare uno strumento di controllo o vendetta.
- – La vittima può trovarsi in una condizione di dipendenza emotiva o economica.
- – L’impatto psicologico è più profondo perché la violazione arriva da una persona considerata “sicura”.
Cosa può fare la vittima in questi casi
1. Documentare minacce o ricatti
Se il partner utilizza i contenuti come arma (“se mi lasci, li pubblico”), possono configurarsi reati ulteriori come estorsione, maltrattamenti o violenza privata.
2. Segnalare subito alle autorità
La denuncia può essere presentata anche se la vittima convive ancora con l’autore.
In presenza di dinamiche di violenza domestica, è possibile attivare misure di protezione urgenti.
3. Non affrontare la situazione da sola
È fondamentale rivolgersi a:
- – Avvocato esperto in reati informatici e violenza di genere
- – Centro antiviolenza
- – Polizia Postale
4. Richiedere la rimozione dei contenuti, anche se il partner è presente nei video
La presenza dell’autore nei contenuti non gli conferisce alcun diritto di diffonderli.
Il consenso alla registrazione non implica il consenso alla pubblicazione.
Le tutele legali disponibili
Azione penale
Serve a perseguire chi ha diffuso, inoltrato o condiviso il materiale.
Le aggravanti previste dalla legge rendono la tutela particolarmente incisiva nei casi di violenza domestica o digitale.
Azione civile
La vittima può richiedere il risarcimento dei danni, sia morali che patrimoniali.
È importante documentare l’impatto psicologico, sociale e lavorativo subito.
Provvedimenti d’urgenza
In situazioni gravi è possibile richiedere al giudice o al garante misure immediate per bloccare la circolazione del materiale.
Come prevenire e proteggersi
- Utilizzare archivi protetti e autenticazione a due fattori
- Evitare l’invio di contenuti intimi tramite piattaforme non sicure
- Essere consapevoli dei rischi, pur ricordando che la responsabilità è sempre di chi diffonde, non di chi si fida
Lia Guercino per studio legale Barretta

