
L’assegno sociale INPS è spesso oggetto di dubbi:
La moglie separata può richiederlo? Il mancato assegno di mantenimento incide? È necessario dimostrare di aver tentato di ottenere un contributo economico dal coniuge?
Negli ultimi anni la giurisprudenza ha fornito risposte molto chiare, che meritano di essere sistematizzate per offrire ai cittadini e agli operatori del diritto un quadro affidabile e aggiornato.
1. L’assegno sociale INPS: natura e requisiti
L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non contributiva, destinata a chi:
- ha almeno 67 anni;
- risiede stabilmente in Italia;
- si trova in condizioni economiche inferiori alle soglie previste annualmente dall’INPS.
È una misura che tutela la dignità della persona, indipendentemente dalla storia lavorativa o familiare.
Proprio per la sua natura assistenziale, la Cassazione ha più volte ribadito che l’assegno sociale non è subordinato a rapporti economici tra coniugi, né dipende da eventuali obblighi di mantenimento.
2. La moglie separata può richiedere l’assegno sociale? La risposta è sì
La moglie separata ha pieno diritto di richiedere l’assegno sociale, purché rispetti i requisiti reddituali previsti dalla legge.
La separazione personale:
- non elimina lo stato civile di coniuge;
- non attribuisce automaticamente un sostegno economico;
- non preclude l’accesso alle prestazioni assistenziali.
La giurisprudenza più recente ha chiarito che l’INPS non può negare l’assegno sociale alla moglie separata sostenendo che dovrebbe essere mantenuta dal marito o che avrebbe dovuto chiedere un assegno in sede di separazione.
3. La sentenza: Cassazione n. 23407/2025
La Corte di Cassazione, con una decisione, ha affermato che:
Il diritto all’assegno sociale dipende esclusivamente dalla condizione economica del richiedente e non dall’esistenza o meno di un assegno di mantenimento in sede di separazione.
La Corte ha aggiunto che:
- non è necessario dimostrare di aver chiesto il mantenimento;
- non è necessario dimostrare che il coniuge non sia in grado di provvedere;
- l’INPS non può subordinare la prestazione a dinamiche interne al rapporto coniugale.
Si tratta di un principio di grande importanza, perché tutela le persone che, pur essendo formalmente coniugate, vivono da anni senza alcun sostegno economico.
4. Il mancato assegno di mantenimento non è un ostacolo
Molte donne separate temono che l’assenza di un assegno di mantenimento possa penalizzarle.
La giurisprudenza ha invece deciso che il mantenimento non è un requisito per accedere all’assegno sociale.
Questo vale in tutti i casi:
- separazione consensuale;
- separazione giudiziale;
- separazione con addebito;
- separazione senza alcuna previsione economica.
L’INPS non può richiedere la prova di un tentativo di ottenere il mantenimento, né può sostenere che la moglie debba rivolgersi al marito prima di accedere alla prestazione pubblica.
5. Come si presenta la domanda
La procedura è identica a quella prevista per qualsiasi cittadino:
- Accesso al portale INPS con SPID, CIE o CNS.
- Compilazione della domanda di assegno sociale.
- Inserimento dei dati reddituali personali e, se convivente, del nucleo familiare.
- Eventuale supporto di un patronato.
La separazione non richiede documentazione aggiuntiva, salvo che l’INPS chieda chiarimenti sulla composizione del nucleo familiare.
6. Cosa fare in caso di diniego
Se l’INPS respinge la domanda sostenendo che la moglie separata dovrebbe essere mantenuta dal marito, il diniego è impugnabile.
Il percorso è il seguente:
- Ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni.
- In caso di ulteriore rigetto, ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro.
La giurisprudenza è ormai consolidata e favorevole, quindi il contenzioso ha ottime probabilità di successo.
7. Perché questa tutela è importante
Molte donne separate, soprattutto dopo una lunga vita matrimoniale, si trovano in condizioni economiche fragili:
- assenza di contributi sufficienti;
- carriere discontinue;
- anni dedicati alla cura della famiglia;
- mancanza di un assegno di mantenimento.
L’assegno sociale rappresenta una forma di protezione essenziale, che non può essere condizionata da dinamiche familiari o da scelte compiute anni prima in sede di separazione.
Accesso al portale INPS per richiedere l’assegno sociale
La domanda di assegno sociale deve essere presentata tramite il portale INPS.
Il sito istituzionale è:
www.inps.it
da cui si accede all’area personale MyINPS utilizzando SPID, CIE o CNS.
Per individuare rapidamente il servizio dedicato, è possibile consultare la sezione “Tutti i servizi” all’indirizzo:
www.inps.it/servizi
e cercare “Assegno sociale”.
La procedura è interamente digitale: l’interessata inserisce i dati anagrafici e reddituali richiesti e invia la domanda online.
In alternativa, ci si può rivolgere a un patronato, che gestisce l’intera pratica senza costi.
Lia Guercino per Studio Legale Barretta

