Sempre più spesso i consumatori scoprono l’attivazione di un contratto di energia, gas, telefonia o internet senza averlo mai richiesto. Si tratta di una pratica illegittima che può derivare da telemarketing aggressivo, errori procedurali o utilizzo improprio dei dati personali. La normativa attuale offre strumenti chiari per ottenere l’annullamento del contratto e il ripristino della situazione precedente.

1. Quando un contratto è considerato attivato senza consenso?

Un contratto è privo di validità quando manca un consenso libero, informato e dimostrabile. La legge considera il contratto attivato senza consenso nei seguenti casi:

  • il consumatore non ha mai espresso un sì chiaro e inequivocabile
  • non è stata apposta alcuna firma
  • non esiste una registrazione vocale che confermi il consenso
  • la telefonata commerciale è avvenuta senza autorizzazione preventiva
  • i dati personali sono stati utilizzati senza permesso
  • la registrazione è incompleta, poco chiara o non conforme agli obblighi di trasparenza.

In tali circostanze, il contratto è nullo e non produce effetti giuridici.

2. Cosa prevede la normativa attuale?

Nullità automatica del contratto
In assenza di un consenso valido e dimostrabile, il contratto è considerato inesistente. Il consumatore non è tenuto a pagare alcun importo e ha diritto al ripristino del precedente fornitore.

Inversione dell’onere della prova
La legge stabilisce che non è il consumatore a dover dimostrare di non aver accettato il contratto. 
È l’azienda che deve provare di aver ottenuto un consenso valido, registrato e conforme alle norme.

Divieto di chiamate non autorizzate
Le aziende possono contattare l’utente solo se è stato espresso un consenso preventivo o se è stata richiesta una richiamata. Le chiamate “a freddo” sono vietate.

Poteri rafforzati delle Autorità
AGCOM, ARERA e il Garante Privacy dispongono di strumenti per intervenire rapidamente in caso di attivazioni illegittime, numerazioni sospette o utilizzo improprio dei dati personali.

3. Cosa può fare il consumatore in caso di contratto non richiesto?

• Contestare immediatamente il contratto

È opportuno inviare un reclamo scritto tramite PEC o raccomandata, chiedendo:

  • l’annullamento del contratto per mancanza di consenso
  • il ripristino del precedente fornitore
  • il blocco delle fatture e di eventuali procedure di recupero crediti

• Non pagare le bollette contestate
Un contratto nullo non genera obblighi di pagamento. Eventuali solleciti devono essere conservati e allegati alla contestazione.

• Conservare tutta la documentazione
È utile raccogliere:

  • bollette,
  • email e SMS,
  • numeri da cui sono arrivate le chiamate,
  • eventuali registrazioni,
  • comunicazioni del fornitore.

Questi elementi possono essere determinanti in fase di conciliazione o assistenza legale.

• Avviare la procedura di conciliazione
Se il fornitore non risolve spontaneamente:

  • per energia e gas: Servizio Conciliazione ARERA;
  • per telefonia e internet: ConciliaWeb AGCOM.

Si tratta di procedure gratuite e obbligatorie prima di un eventuale giudizio.

4. Quando è opportuno rivolgersi a un avvocato?

L’assistenza legale può essere necessaria quando:

  • il fornitore rifiuta di annullare il contratto
  • continuano ad arrivare bollette, solleciti o minacce di distacco
  • si sono verificati danni economici o disservizi
  • si sospetta un uso illecito dei dati personali
  • si intende richiedere un risarcimento.

5. Esiti più frequenti

Nella maggior parte dei casi, quando il contratto è stato attivato senza consenso:

  • il contratto viene annullato
  • il consumatore torna al precedente fornitore
  • le fatture vengono cancellate
  • non vengono applicati costi.

6. Uso illecito dei dati personali: 

In molti casi, l’attivazione non richiesta di un contratto è collegata a un trattamento illecito dei dati personali, come l’utilizzo del numero di telefono, del codice fiscale o di altre informazioni senza consenso.

Quando si configura la violazione?

L’uso dei dati è illecito se:

  • non è stato espresso un consenso chiaro e documentato;
  • i dati sono stati impiegati per finalità diverse da quelle dichiarate;
  • sono stati comunicati o ceduti a terzi senza autorizzazione;
  • sono stati utilizzati per attivare contratti non richiesti.

Come agire:

1. Richiedere accesso ai propri dati 
Il consumatore può chiedere al titolare del trattamento di conoscere quali dati sono stati raccolti, da chi provengono e per quali scopi vengono utilizzati. La richiesta deve essere inviata per iscritto e il titolare deve rispondere entro 30 giorni.

2. Chiedere la cancellazione o il blocco dei dati  
Se l’uso è illecito, è possibile chiedere la cancellazione immediata o la limitazione del trattamento.

3. Presentare reclamo al Garante Privacy  
In caso di mancata risposta o violazione evidente, è possibile presentare un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali, allegando documentazione e prove.

4. Agire legalmente  
Se il trattamento illecito ha causato danni economici o reputazionali, è possibile avviare un’azione civile per il risarcimento o, nei casi più gravi, una denuncia penale per furto d’identità o falsificazione.
La normativa offre una tutela efficace, soprattutto se si interviene tempestivamente.

Lia Guercino per studio legale Barretta