Quando un genitore decide di aiutare un figlio con un bonifico (per gli studi, per le spese quotidiane, per un progetto personale o per l’acquisto della prima casa) compie un gesto naturale e legittimo.
Tuttavia, anche i trasferimenti familiari possono essere oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto quando non è chiara la loro natura.
Per questo è utile conoscere come funziona il controllo fiscale sui movimenti bancari e quali accorgimenti adottare per evitare equivoci.

Perché il Fisco può controllare i bonifici familiari

L’Agenzia delle Entrate ha accesso ai movimenti bancari e, in caso di accertamento, può presumere che le somme ricevute dal contribuente siano redditi non dichiarati, a meno che non venga dimostrato il contrario.
Questo non significa che i bonifici tra genitori e figli siano tassabili.
Significa, però, che devono essere riconoscibili e giustificati, soprattutto quando gli importi sono rilevanti o ricorrenti.

Quando un bonifico è sicuro

Un trasferimento di denaro tra familiari è pienamente legittimo quando:

  • la causale è chiara e coerente con la finalità del bonifico;
  • esiste una dichiarazione o un documento che conferma la natura dell’operazione;
  • non vi è alcuna controprestazione da parte del figlio;
  • l’importo è compatibile con la situazione economica del genitore.

In questi casi, il bonifico non è tassabile e non genera alcun rischio fiscale.

Quando possono sorgere problemi

Le contestazioni nascono soprattutto quando:

  1. la causale è generica (“bonifico”, “regalo”, “varie”);
  2. non esiste alcuna dichiarazione che spieghi la natura dell’operazione;
  3. gli importi sono elevati e non documentati;
  4. i trasferimenti sono frequenti e non coerenti con la situazione familiare.

In assenza di spiegazioni, il Fisco può presumere che si tratti di reddito.

Come tutelarsi: due strumenti semplici e molto efficaci

Per evitare contestazioni è sufficiente:

  1. indicare una causale precisa nel bonifico;
  2. conservare una dichiarazione scritta del genitore che confermi la natura dell’operazione.

Esempi di causale corretta

Donazione familiare

Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Donazione di somme di denaro da genitore a figlio ai sensi degli artt. 769 ss. c.c.”

Aiuto economico

Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Sostegno economico familiare da genitore a figlio”
“Contributo volontario non oneroso”

Prestito infruttifero

Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Prestito infruttifero tra privati – accordo del [data]”

Rimborso spese

Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Rimborso spese anticipate da [nome] per conto di [nome] – dettaglio in allegato”


Modello di dichiarazione del genitore

Da conservare insieme alla ricevuta del bonifico.

(artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000)

Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome del genitore], nato/a a [luogo] il [data], residente in [indirizzo],

  • di aver effettuato in data [data del bonifico] un bonifico dell’importo di € [importo] a favore di [Nome e Cognome del figlio], IBAN [IBAN];
  • che tale somma costituisce [donazione / aiuto familiare / prestito infruttifero / rimborso spese] e non rappresenta alcun compenso o reddito;
  • che l’operazione è avvenuta nell’ambito dei rapporti familiari e senza alcuna controprestazione;
  • che la somma è destinata a [specificare: studi, spese mediche, acquisto immobile, sostegno temporaneo, ecc.].

Luogo e data

Firma del dichiarante

Allegare copia del documento d’identità.


Perché questi documenti sono importanti

Una causale chiara e una dichiarazione del genitore:

  1. rendono immediatamente comprensibile la natura dell’operazione;
  2. tutelano il figlio in caso di accertamento;
  3. evitano che il bonifico venga interpretato come reddito;
  4. costituiscono una prova semplice, ma sufficiente, in sede fiscale.

Sono strumenti minimi, ma essenziali per proteggere la famiglia da contestazioni inutili.

Conclusioni

I bonifici tra genitori e figli sono una pratica normale e pienamente legittima.
Il rischio fiscale nasce solo quando manca una prova chiara della loro natura.
Con una causale precisa e una dichiarazione scritta, ogni trasferimento diventa trasparente, tracciabile e sicuro.

Lia Guercino per Studio Legale Barretta