
Quando un genitore decide di aiutare un figlio con un bonifico (per gli studi, per le spese quotidiane, per un progetto personale o per l’acquisto della prima casa) compie un gesto naturale e legittimo.
Tuttavia, anche i trasferimenti familiari possono essere oggetto di verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate, soprattutto quando non è chiara la loro natura.
Per questo è utile conoscere come funziona il controllo fiscale sui movimenti bancari e quali accorgimenti adottare per evitare equivoci.
Perché il Fisco può controllare i bonifici familiari
L’Agenzia delle Entrate ha accesso ai movimenti bancari e, in caso di accertamento, può presumere che le somme ricevute dal contribuente siano redditi non dichiarati, a meno che non venga dimostrato il contrario.
Questo non significa che i bonifici tra genitori e figli siano tassabili.
Significa, però, che devono essere riconoscibili e giustificati, soprattutto quando gli importi sono rilevanti o ricorrenti.
Quando un bonifico è sicuro
Un trasferimento di denaro tra familiari è pienamente legittimo quando:
- la causale è chiara e coerente con la finalità del bonifico;
- esiste una dichiarazione o un documento che conferma la natura dell’operazione;
- non vi è alcuna controprestazione da parte del figlio;
- l’importo è compatibile con la situazione economica del genitore.
In questi casi, il bonifico non è tassabile e non genera alcun rischio fiscale.
Quando possono sorgere problemi
Le contestazioni nascono soprattutto quando:
- la causale è generica (“bonifico”, “regalo”, “varie”);
- non esiste alcuna dichiarazione che spieghi la natura dell’operazione;
- gli importi sono elevati e non documentati;
- i trasferimenti sono frequenti e non coerenti con la situazione familiare.
In assenza di spiegazioni, il Fisco può presumere che si tratti di reddito.
Come tutelarsi: due strumenti semplici e molto efficaci
Per evitare contestazioni è sufficiente:
- indicare una causale precisa nel bonifico;
- conservare una dichiarazione scritta del genitore che confermi la natura dell’operazione.
Esempi di causale corretta
Donazione familiare
Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Donazione di somme di denaro da genitore a figlio ai sensi degli artt. 769 ss. c.c.”
Aiuto economico
Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Sostegno economico familiare da genitore a figlio”
“Contributo volontario non oneroso”
Prestito infruttifero
Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Prestito infruttifero tra privati – accordo del [data]”
Rimborso spese
Utilizzabile direttamente nel bonifico:
“Rimborso spese anticipate da [nome] per conto di [nome] – dettaglio in allegato”
Modello di dichiarazione del genitore
Da conservare insieme alla ricevuta del bonifico.
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ
(artt. 46 e 47 D.P.R. 445/2000)
Il/La sottoscritto/a [Nome e Cognome del genitore], nato/a a [luogo] il [data], residente in [indirizzo],
DICHIARA
- di aver effettuato in data [data del bonifico] un bonifico dell’importo di € [importo] a favore di [Nome e Cognome del figlio], IBAN [IBAN];
- che tale somma costituisce [donazione / aiuto familiare / prestito infruttifero / rimborso spese] e non rappresenta alcun compenso o reddito;
- che l’operazione è avvenuta nell’ambito dei rapporti familiari e senza alcuna controprestazione;
- che la somma è destinata a [specificare: studi, spese mediche, acquisto immobile, sostegno temporaneo, ecc.].
Luogo e data
Firma del dichiarante
Allegare copia del documento d’identità.
Perché questi documenti sono importanti
Una causale chiara e una dichiarazione del genitore:
- rendono immediatamente comprensibile la natura dell’operazione;
- tutelano il figlio in caso di accertamento;
- evitano che il bonifico venga interpretato come reddito;
- costituiscono una prova semplice, ma sufficiente, in sede fiscale.
Sono strumenti minimi, ma essenziali per proteggere la famiglia da contestazioni inutili.
Conclusioni
I bonifici tra genitori e figli sono una pratica normale e pienamente legittima.
Il rischio fiscale nasce solo quando manca una prova chiara della loro natura.
Con una causale precisa e una dichiarazione scritta, ogni trasferimento diventa trasparente, tracciabile e sicuro.
Lia Guercino per Studio Legale Barretta

